Basta un attimo…

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BASTA UN ATTIMO…

Mi faccio strada tra la folla che brulica il marciapiede, scansando mendicanti che non si sa più se sono veri o finti! Fa caldo nonostante sia novembre.

Te pareva che pure stamattina non sbagliavo abbigliamento? Alzo lo sguardo sui cartelloni pubblicitari che mostrano culi abbronzati e sodi e mi dico che a quell’altezza il mio non c’è mai stato! Nel frattempo un bimbo mi carambola addosso con un cono gelato multicolor!<<Cazzo!>> Sibilo fra i denti. <<..Vuoi stare attento!>> Lui mi guarda con gli occhi di un coniglio preso nella tagliola! Dispiaciuto per il resto del gelato che non potrà più mangiare, fa il labbro tremulo ed io << dai non è successo niente…>> si gira e scappa dalla madre per farsi coccolare.

Finisco di “sbiancare” i miei jeans e m’incammino in direzione opposta al piccolo macchiatore solitario. I clacson delle auto, intorno a me sembrano strumenti scordati e mi entrano nel cervello,cerco di ritrovare la concentrazione, dunque stavo pensando che è il ventidue del mese e non ho ancora preso lo stipendio. Il mutuo è già entrato ed io sono in rosso. Ho cinque euro in tasca e mezzo pacchetto di sigarette!

Attraverso la strada. Mi trovo davanti la farmacia e mi ricordo d’aver bisogno dell’antidolorifico per il piede. Vabbè posso aspettare. Non fa poi tanto male. Ci fosse uno che guarda dove cammina! <<Guarda che fa due gocce,chiudi stò cazzo di ombrello che per poco non me lo ficchi in un occhio!>> Il solito uomo distratto! Ma da cosa? Mi domando? Hanno la metà dei nostri pensieri e in quella metà ci mettono anche quando andare a giocare a calcetto e quando scopare. Mah!

Mi accendo una sigaretta, e riprendo il filo dei pensieri..devo pagare le bollette. Anche stò giro con la mora. Sono quasi arrivata a destinazione. Il centro commerciale dista dieci minuti a piedi da casa mia. Li c’è la mia banca e devo ancora andare a discutere con il direttore. Mi bloccano il bancomat e poi mi mandano a chiamare. Ma cosa pensi che ti possa dire di diverso dal mese scorso? L’omino incravattato e inamidato, però, nella sua metà dei pensieri, c’ha pure che è cornuto dunque non ha più spazio per ragionamenti d’altro tipo. Entro in banca, dopo essermi spogliata di tutto ciò che suona (le palle che girano faranno suonare il metal detector?)

Ho dieci persone davanti e una moltitudine dietro. Passeggio nervosamente quando ad un certo punto <<mantenete la calma, seduti tutti. Questa è una rapina.>> Mi viene da ridere, mi giro cercando il burlone di turno e vedo uno con una bandana sul viso che prende un bimbetto in braccio e gli punta la pistola contro.

Al mio <<..ma che cazzo fai..>> avvicinandomi a lui..vedo il buco nero della canna e poi BUM ed io giù come un sacco di patate…e in un attimo il “buco nero” nel mio petto che ha pesato una vita, quello di cui non avevo mai trovato l’origine e la soluzione:s’apre. Escono fuori,libri canzoni,madre severa, padre burbero, maestre assenti, preti pederasti, primi bulli, il primo sesso, la passione per i libri, mio figlio, casa, il mio primo nodo ai lacci delle scarpe, il regalo della prima comunione.

Il primo amore, l’ultimo.

L’estate al mare, il brutto tempo, la pioggia, le canzoni…

In un attimo come in un flashback. E non trovi più il coperchio e tutto è sparso sul pavimento come stuzzicadenti caduti sul pavimento lucido.

E ti dici..ma quando volevo ammazzarmi pensavo sarebbe stato così?

Io avevo immaginato un silenzio indistinto. Un buio accecante e braccia di anime “perdute” tempo fa, che mi guidano verso quella luce che qualche stronzo ci ha promesso.

Io pensavo ad una pace interiore..io non credevo di sentire paura..io non credevo di sentire male dentro..

Io speravo di non assaporare la vera “essenza” della nostalgia..del rimorso..del rimpianto e già mi manca tutto.

Io credevo..

PER CAPIRE.

Nadia Lattanzi